Commercio e turismo: sostenere ed incentivare l’imprenditoria per un rapido sviluppo santantimese

28 Mar , 2017 Programma Elettorale

Commercio e turismo: sostenere ed incentivare l’imprenditoria per un rapido sviluppo santantimese


Negli anni 80 e 90 Sant’Antimo ha attraversato una fase di florida crescita grazie al commercio che ha rappresentato la spina dorsale dello sviluppo santantimese.
Oggi, invece, Sant’Antimo non riesce più ad attrarre investimenti. Il nostro corso principale, Via Roma e il nostro centro storico si impoveriscono sempre di più. La crisi è tangibile: zero dinamismo commerciale, poche le attività in piedi, tante le tasse.
La rinascita santantimese passa, inevitabilmente, da una azione amministrativa capace di risollevare le sorti del commercio e dell’imprenditoria locale.

Figura 9 – Via B.Di Martino, Sant’Antimo.

3.1 Creazione di un Piano Commerciale Comunale.

In perfetto accordo con la nostra visione culturale, sembra necessario la costituzione di un piano commerciale e turistico che possa essere partecipato da tutte le categorie economiche della città.
Il Piano Commerciale Comunale è lo strumento settoriale di pianificazione e programmazione della rete economica, commerciale e distributiva che guida le scelte relative agli insediamenti commerciali in determinate posizioni strategiche. Ad esempio, per una valorizzazione del centro storico sarebbe auspicabile che nascessero attività ristorative (ristoranti, bar, pizzerie). Altrettanto importante sarà la redazione, per approfondimenti vedasi punto 8 del programma, di un piano di mobilità e viabilità che permetteranno di regolamentare la sosta selvaggia con vantaggi sia per i cittadini che per i commercianti.

3.2 Abbassare le tasse per favorire vecchie e nuove attività commerciali.

Molte sono le attività commerciali che sono costrette a chiudere bottega a causa di una tassazione spesso iniqua e asfissiante. Un piano di incentivazione, tramite alleggerimento del carico fiscale, diventa determinante per intendere la città in modo diverso. Ridurre le tasse comunali quali Cosap (Tassa occupazione suolo pubblico), e la TARI (Tassa sui rifiuti) è possibile e doveroso. Quasi un santantimese su due evade le tasse comunali e a rimetterci sono i cittadini onesti e che hanno a cuore la comunità. Pagare meno, pagare tutti! sarà il motto che accompagnerà la nostra azione amministrativa di equità contributiva e di lotta senza quartiere all’evasione. Da questo punto di vista, la introduzione di buone pratiche ambientali (vedere punto 4 del programma) e del baratto amministrativo aiuteranno molto i cittadini e i commercianti responsabili nell’ammortizzare i tributi comunali.

3.3 Eventi, cultura e giovani per stimolare gli investimenti.

Abbassare soltanto le tasse però non basta, per rendere davvero attrattivo il nostro paese c’è bisogno di fornire un’immagine differente di Sant’Antimo. Una Sant’Antimo nuova, dinamica, giovane.

  • Investire e pianificare eventi (musicali, culturali, artistici, cinematografici, notti bianche) che richiamino giovani e famiglie provenienti dai comuni limitrofi e che permetta di creare economia locale. Occasioni come la festa padronale, il periodo natalizio e i grandi eventi possono essere, se ben organizzate, l’occasione ideale per un rilancio dell’economia locale e dell’immagine santantimese;
  • Anche iniziative come l’isola pedonale in determinati luoghi e occasioni sarà completamente rivoluzionata e non verrà vissuta come una cosa fine a se stessa;
  • L’Assessorato alla cultura, infatti, dovrà lavorare a stretto contatto con quello al commercio e alle attività commerciali, operando politiche di cultural planning che valorizzino ciò che Sant’Antimo ha da offrire.

Se riparte il commercio, riparte la città.

Figura 10 – Ex-Mercato coperto in via S.Russo, area di circa 10.000 m².

3.4 Creazione del polo fieristico dell’artigianato e dell’innovazione.

Ben si ricollega alla nostra idea di rendere Sant’Antimo un paese attrattivo per i giovani e le famiglie è la creazione del polo fieristico dell’artigianato e dell’innovazione nell’area dell’ex mercato coperto. L’idea è già stata ben espressa nel punto 2 del programma, permetterà agli artigiani santantimesi, e ne sono tanti, di poter avere uno spazio di creazione e di esposizione dei loro manufatti. La fiera dell’innovazione, invece, permetterà di fare di Sant’Antimo una città attenta alle nuove tecnologie e al passo coi tempi.

3.5 Lo sportello investimenti come mezzo per essere aggiornati sulle nuove opportunità.

In un tessuto di piccola impresa e/o di imprese familiari può risultare difficile essere costantemente a conoscenza delle nuove opportunità sia in termini di sgravi contributivi che fiscali. La creazione di uno sportello investimenti, in sinergia con la camera di commercio, potrebbe dare una marcia in più agli imprenditori e ai commercianti santantimesi rendendoli più competitivi sul mercato.

3.6 La ex Farmacia Comunale come spazio per i professionisti santantimesi.

I liberi professionisti, santantimesi e non, spesso, hanno difficoltà nell’avviare una propria attività professionale a causa degli elevati costi di un ufficio o di uno spazio dove poter lavorare. Questi impedimenti, oltre che ostacolare la realizzazione personale, hanno ricadute sul nostro comune sia in termini di mancate entrate comunali che di mancato capitale umano e sociale. Nel Novembre 2015, il nostro gruppo, tramite il candidato sindaco Giuseppe Italia, presentò una mozione nel consiglio comunale che prevedeva di realizzare strutture di spazi coabitativi (Co-Working) nei pressi dell’ex farmacia comunale. Tale mozione prevede che, in cambio di un canone di locazione agevolato, un libero professionista possa avere a disposizione uno spazio o un ufficio dove poter avviare la propria attività. Un’idea che non comporterebbe costi per il nostro comune ma che porterebbe dei benefici in termini di lavoro e di entrate comunali.

Figura 11 – Locali dell’ex-farmacia comunale, via A.Moro. Area di circa 100 m².