Creiamo lavoro: occupazione attraverso le risorse del territorio

28 Mar , 2017 Programma Elettorale

Creiamo lavoro: occupazione attraverso le risorse del territorio


Tutti noi abbiamo subìto e subiamo gli effetti della crisi economica. Sul nostro territorio essa è stata devastante: il reddito medio mensile dei cittadini santantimesi è 1111 euro , ben più basso della media regionale e nazionale. La disoccupazione è alle stelle e questo si riversa, inevitabilmente, anche nelle entrate comunali. Per questo, un programma che si propone di rivoluzionare una città deve necessariamente partire dalla messa in campo di politiche che portino alla creazione di nuovi posti di lavoro e metta in moto un circolo virtuoso. L’idea di attendere e scaricare la responsabilità di nuovi posti di lavoro sullo Stato Centrale non è nostra, noi siamo per un ripartire dal basso per generare crescita e occupazione. Si può, quindi, puntare sulle risorse del nostro territorio, e ne sono tante, come vedremo, per rilanciare l’occupazione e per restituire una identità cittadina che ci hanno, a lungo, sottratto.

2.1 Nicola Romeo: un personaggio storico di grandissima importanza mai valorizzato.

Sant’Antimo ha dato i natali a Nicola Romeo, figura di rilievo dell’ingegneria italiana ai primi del novecento. Ingegnere, imprenditore e senatore del Regno d’ Italia cominciò la sua ascesa partendo proprio dalla nostra cittadina per poi nel 1915, dopo la laurea in ingegneria a Napoli, ultimare le sue conoscenze inaugurando un personale tour presso le maggiori città europee. Riempito il proprio bagaglio del sapere continentale tornò in Italia e rilevò la fallimentare società lombarda Alfa, rinnovandola e portandola al pari delle altre industrie europee, conducendola così in poco tempo al successo. Durante la sua vita però, tra i continui giri per la penisola e l’Europa ed i suoi numerosi successi in campo industriale, Romeo non dimenticò mai le sue radici.

Grazie al suo contributo, infatti, fu costruito un asilo nido per i bambini del nostro paese e, storia narra, che diede disposizione ad una delle proprie segretarie d’occuparsi esclusivamente dei santantimesi in difficoltà. Tale legame con la sua terra un tempo forte e valorizzato ora giace nel dimenticatoio a causa dell’incapacità delle amministrazioni santantimesi (tanto è vero che la fondazione “Ing. Nicola Romeo” sia nata a Casandrino) per fare in modo che l’ing. Romeo avesse il giusto tributo e riconoscimento presso il nostro paese. Ora più che mai la sua figura andrebbe valorizzata per le nuove generazioni affinché possa diventare il simbolo di vanto per una Sant’Antimo che può farcela contando sulle proprie forze ed il proprio intelletto.

  • Il nostro obiettivo primario sarà quello di recuperare e portare a Sant’Antimo la fondazione Ing. Nicola Romeo. Così facendo daremo un segnale forte e preciso: recuperare il passato di Sant’ Antimo per renderlo comprensibile alle nuove generazioni e formare cittadini validi ed orgogliosi delle proprie radici. Verrà istituito un raduno annuale delle auto d’epoca, da tenersi il 28 Aprile, per commemorare la nascita del nostro famoso concittadino in modo che mai più venga dimenticata la sua figura.
  • In contemporanea al lavoro di tale fondazione inaugureremo un museo dell’automobile intitolato a Nicola Romeo (approfittando dei fondi europei e regionali, sempre generosi in ambito culturale). Tale museo conserverà alcune delle meraviglie ingegneristiche partorite dalla mente di Romeo e non si limiterà ad essere un luogo di cultura chiuso ma creerà un vero e proprio polo culturale per tutta la giovane cittadinanza: ogni fascia d’età scolare avrà i suoi spazi e contenuti culturali. Dalle elementari fino all’ultimo grado d’ istruzione si farà in modo che ogni abitante possa avere un luogo dove poter concentrarsi ed affrontare i propri studi in un ambiente stimolante.

    Figura 3 – Alfa Romeo “Meeting in Suzuka”. Suzuka, 2006.

  • Destineremo infatti, alcune sale del museo a sale studio d’ultima generazione aperte per gran parte della giornata, a differenza delle uniche possedute dalla nostra cittadina presenti nella biblioteca comunale, aperte pochissime ore al giorno.
  • Visto poi il grande contributo alla scienza di Romeo, ci impegneremo a ragionare con l’Università Luigi Vanvitelli per destinare anche alcuni laboratori del dipartimento d’ ingegneria (attualmente dislocati nei comuni confinanti ad Aversa) nella nostra città. Un progetto che mira non solo dal punto di vista scolastico a rendere più viva la nostra cittadina ma anche commercialmente valido poiché permetterebbe la creazione di attività di ristorazione e cancelleria nei dintorni della sede dei laboratori.

Il nostro obiettivo è ridare il giusto credito ai nostri personaggi illustri, creando nuovi posti di lavoro e incentivando la cittadinanza a vivere in pieno il nostro paese.

2.2 Ex mercato coperto: l’occasione per la nascita di un polo fieristico dell’artigianato e dell’innovazione.

Figura 4 – Ex-Mercato coperto in via S.Russo, area di circa 10.000 m².

L’area dell’ex mercato coperto, in via Salvatore Russo, è solo uno dei tanti sprechi delle scorse amministrazioni. Un’area, di oltre 10000 metri quadri, abbandonata a se stessa. La maggioranza uscente aveva in programma la realizzazione, in quel luogo, di un centro polifunzionale (teatro, sala danza, cinema) utilizzando i fondi del progetto “Jessica”. Tuttavia, nel corso degli anni, hanno preferito utilizzare questi 2,5 milioni di euro per la realizzazione di parcheggi interrati a via Roma e piazzetta Cavour. Nella nostra idea di amministrazione, quel posto va recuperato e ne va data una rilocazione cittadina. Per questo motivo, la nostra proposta è quella di trasformare l’ex mercato coperto in un polo fieristico dove periodicamente si possano ospitare fiere. In particolare, ci impegneremo nel sponsorizzare una grande fiera dell’artigianato e una grande fiera dell’innovazione. Fiere del genere permetterebbero di avere un gran ritorno in termini economici, lavorativi e di visibilità. Inoltre, tale area, ben si ricollega nella idea di ospitare nella nostra città dei laboratori di ingegneria dell’Università Luigi Vanvitelli. Lo spazio e i soldi ci sono; ora non ci resta che farlo.

2.3 Bosco di Capezza: un Parco Verde Metropolitano per avvicinare persone alla natura.

Figura 5 – Bosco di Capezza, da via M.Serao.

Il Bosco di Capezza, polmone verde del nostro paese di oltre 60000 metri quadri, attualmente in mano a privati, ha rappresentato fino ad ora e per troppi anni solo un luogo in cui sversare incontrollatamente rifiuti d’ogni genere. Le nostre continue battaglie consiliari hanno posto l’attenzione sull’incuria del bosco ed il suo stato di degrado ed hanno portato al conseguimento, nel 2015, del sequestro di parte della struttura con conseguente obbligo di bonifica da parte dei proprietari.

La nostra azione non si è limitata però soltanto a porre l’accento sul luogo ed il suo abbandono ma ha evidenziato il problema alla città metropolitana di Napoli, creando un ponte comunicativo che potesse dare soluzioni effettive al problema. Nel corso dell’evento pubblico del 26 Novembre 2016, abbiamo consegnato al Presidente della Città Metropolitana, Luigi De Magistris, una mozione affinché la città metropolitana si interessasse all’esproprio del bosco con successiva realizzazione di un parco verde metropolitano disponibile all’accesso di tutta la cittadinanza.

Figura 6 – Consegna mozioni al Sindaco della città Metropolitana Luigi De Magistris da parte del candidato Sindaco di Sant’Antimo Giuseppe Italia.

La presenza di fauna e di natura incontaminata, oltre ai nostri cittadini, attirerebbe visitatori ed escursionisti dalle vicine zone limitrofe generando un buon indotto di pubblico nel nostro paese. Tale afflusso porterebbe alla creazione di attività collaterali nel parco (chioschetti, mercati, esposizioni, campi sportivi, etc.) creando numerosi posti di lavoro. Gli spazi del parco, per non gravare sui cittadini con i loro costi di manutenzione, saranno poi dati in gestione ad associazioni meritevoli che collaboreranno alla loro buona gestione e pulizia in cambio di un utilizzo positivo e corretto da parte di queste ultime tramite progetti di sensibilizzazione al verde urbano, attività sportive all’aperto, spettacoli teatrali e così via. Tale parco rientrerebbe così nella visione urbana di un paese rinnovato sempre portata in alto dal nostro gruppo: spazi totalmente pubblici e vivibili per il cittadino.

Il verde pubblico che, relazionandosi e raccordandosi alle diverse specificità dei luoghi attraversati creerebbe nuove centralità urbane, eliminando man mano le periferie e le zone dismesse. Un verde pubblico vivibile interamente da ogni cittadino e a costo zero: un vero paesaggio urbano moderno che esalti l’identità composita di Sant’Antimo ed il suo ruolo nella città metropolitana. Con la sua estensione e la sua ricchezza il parco sarà anche un segno urbanistico chiaro, un luogo in totale contrapposizione con le amministrazioni santantimesi precedenti, troppo abituate a sversare tonnellate e tonnellate di cemento nel nostro paese già afflitto da un tasso di consumo del suolo elevatissimo. Salvaguardare e reinterpretare l’identità e l’atmosfera dei nostri luoghi, da area-discarica nel vecchio bosco a nuovo spazio generosamente disponibile all’incontro tra la città e la natura: questo progetto è fortemente realizzabile e sarebbe davvero un unicum per la periferia nord di Napoli.

Figura 7- “No al degrado urbano! Puliamo la villa ‘D.Del Rio’…di nuovo”, 10 aprile 2016.

2.4 Spazi pubblici e verde: affidiamone la gestione ad associazioni che lavorano sul territorio per garantirne la vivibilità.

Sant’Antimo si pone al ventesimo posto (20), nei dati ISPRA 2016, per consumo del suolo. Oltre il sessanta percento (60%) del nostro suolo è cemento. Gli spazi verdi non abbondano e, quei pochi che restano, sono mal gestiti. Tutto questo genera un malcontento nella cittadinanza che lamenta, a buon diritto, la mancanza di uno spazio verde attrezzato in modo adeguato. Il nostro paese possiede, attualmente, tre ville comunali poveramente attrezzate: Del Rio, Cavour e giardini antistanti la stazione ferroviaria. Escludendo la Cavour, le altre due versano in condizioni pietose. La mancanza di addetti, guardiani e di progettualità fanno di queste ville regno del vandalismo e del malcostume. La nostra idea, ricollegandoci a quella già esposta per il bosco di Capezza, aspira al verde pubblico come spazio di aggregazione all’aperto per eccellenza.

• Per questo, dopo aver adeguatamente attrezzato le ville, ci prefiggeremo l’obiettivo di affidarne la gestione ad associazioni che se ne possano prendere, come già proposto per il bosco di Capezza, gratuitamente cura.

• Non solo, sarà fatto in modo, attraverso telecamere impiantate dal comune e guardiani competenti, che nessuno possa distruggere le attrezzature proprietà della collettività (come è accaduto troppe volte in passato per incuria amministrativa).

• Inoltre, attraverso una migliore gestione degli orari di apertura e di chiusura e grazie all’azione dell’assessorato alla cultura si farà in modo di avere una certa continuità di eventi per vivere continuamente i propri spazi avvicinando le persone alla città per una crescita urbana ed economica.

La villa Del Rio, in particolare, per dimensioni non ha nulla da invidiare a ville ben più famose (villa comunale di Cardito o Parco Pozzi di Aversa, per intenderci). Per la sua grandezza potrebbe rappresentare, insieme al bosco di Capezza, un’ulteriore luogo di aggregazione. Sede di eventi e sagre, potenziando quelle già esistenti come quella della noce, potrebbe attirare persone da paesi vicini e generare economia locale per le attività santantimesi. Uno spazio dove poter far giocare i nostri bambini e poter trascorrere il proprio tempo allegramente e serenamente. Una rinascita ambientale e cittadina.

2.5 Lavoro e pubblico: il comune come attore attivo e difensore dei diritti dei lavoratori

L’Amministrazione comunale deve non soltanto creare lavoro, coinvolgendo le realtà produttive, ma soprattutto dotarsi di un quadro normativo che restituisca al lavoro la funzione democratica, di emancipazione e di cittadinanza.

La Sant’Antimo che vogliamo rifiuta il lavoro povero e disobbedisce al ribasso dei salari. Nel lavoro legato direttamente o indirettamente all’amministrazione comunale prevediamo: L’applicazione di un salario minimo municipale: pagamenti secondo minimi contrattuali di settore a tutti i lavoratori che direttamente o indirettamente prestano servizio all’amministrazione comunale. Uno stop al finto volontariato: eliminare l’utilizzo del volontariato laddove si presenta come forma di lavoro camuffata perché sostitutiva del lavoro retribuito. La nostra idea di amministrazione, inoltre, vede il Comune come attivo nella creazione di lavoro attraverso azioni come:

Figura 8 – Fonte: www.ilgiornale.it

Un piano straordinario del lavoro, rivolto soprattutto ai giovani disoccupati con bassa scolarizzazione e agli over 50 espulsi dal mercato del lavoro. Il piano prevederà, in particolare, interventi di cura e manutenzione del territorio che ben si ricollegano con la nostra idea di verde pubblico.

Nuovi lavori: nuove forme di artigianato, economie digitali, collaborative e distretti creativi possono garantire una buona occupazione. In tal senso il pubblico può facilitare spazi di aggregazione, di progettazione e di incontro per queste nuove intelligenze, che quasi sempre assumono la forma di lavori autonomi e freelance.


Comments are closed.