De Magistris e Della Ragione a Sant’Antimo, il paese risponde e Agorà ringrazia

4 Feb , 2016 Agorà junior,Eventi,Napoli: la città metropolitana per le periferie - 3 febbraio 2016,Sant'Antimo

De Magistris e Della Ragione a Sant’Antimo, il paese risponde e Agorà ringrazia

20160204075652

La soddisfazione nell’animo di un giovane che a poco meno di vent’anni scrive questo post è quella di chi, con empatia o con tutti gli altri bei termini che si usano in queste circostanze, sente che nel suo paese c’è aria di rinnovamento, finalmente.

L’espressione che uso (finalmente) non è messa lì a caso, magari per darmi le sembianze di un uomo vissuto. Viviamo in un’epoca veloce, frenetica, che è capace di connetterci istante per istante con tutto il mondo, di spedire lettere, file, scrivere documenti, ma che (ahinoi) su certi aspetti è ancora lenta. E per un adolescente che vive e frequenta il suo paese da quando è nato, diciotto, diciannove o vent’anni non sono assolutamente pochi. Anzi, sono più sufficienti per tirare le somme e iniziare a sviluppare un po’ di (buon)senso critico. Ogni giorno è prezioso e può essere da sprono per il cambiamento, di costruzione per una realtà migliore. Che a Sant’Antimo manca. E c’è chi lo sente sulla pelle, quando, di sera durante il weekend, un giro tra i vicoli del suo quartiere gli diventa quasi un peso, un fastidio per le luci che (non) troverà, il gran vociare che (non) sentirà e la vitalità che (non) lo assalirà.

Tutte quelle cose per cui, invece, ha lavorato e ha fatto in modo di regalarsi (e regalarvi) anche solo per un giorno, per una serata. Da parte dell’associazione Agorà, che ivi rappresento solo in qualità di penna, non possono che sgorgare i più forti sentimenti di gioia, orgoglio, soddisfazione e senso civico, quando all’indomani di un evento così partecipato, com’è stato all’auditorium Nicola Romeo il convegno “Napoli, la città metropolitana per le periferie”, il pathos è ancora alto. Alto, come alta è stata la partecipazione e l’attenzione da parte del pubblico santantimese, che ha risposto presente e a voce alta a un appuntamento che non poteva non avere la vostra (e nostra) attenzione. Come ben sapete, perché lo avrete letto mille e più volte o perché forse nelle vostre cassette postali avrete trovato il nostro invito, siamo stati onorati della presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e del giovanissimo Josi Gerardo Della Ragione (che invece è da poco diventato primo cittadino della città di Bacoli).

Tre città diverse, ma i cui rappresentanti erano seduti tutti intorno a un tavolo, chi con un microfono e chi da posto usava orecchio, testa e cuore per ascoltare, metabolizzare e far proprie certe idee. Perché chi rappresenta un paese è formalmente un singolo, ma tecnicamente una moltitudine.

All’ordine del giorno sono state trattate diverse criticità, che hanno dato la possibilità agli ospiti di snocciolare alcuni dati sul lavoro del consiglio metropolitano, di evidenziare l’importanza di questo nuovo organo e delle reti che possono venire a crearsi tra i comuni che vi aderiscono (che, ovviamente, sono tutti quei 91 che fanno parte dell’ex provincia). Un’occasione che è servita anche ai due ospiti di parlare di elezioni, prime su tutte quelle che il 28enne Josi Della Ragione ha vinto lo scorso giugno a Bacoli, e che mostrano già i frutti di una politica onesta, slegata da vincoli partitici, all’ordine di una lista che mi prendo la responsabilità di definire civile prima ancora che civica. Un’occasione che, però, ha sottolineato ancora una volta il messaggio d’aiuto che Sant’Antimo e Agorà, rappresentata dal suo segretario Giuseppe Italia, lancia all’area metropolitana perché non venga dimenticata, accantonata e messa all’angolo che la nostra posizione geografica ci ha dotato da secoli. E quindi, un po’ come per il tempo (dicevo che diciotto anni sono anche tanti per farsi un’idea di certe cose), così lo spazio ha misure tutte sue; quanti chilometri dividono i nostri comuni dalla provincia o dalla regione, quanti chilometri rifiutano di fare le auto dei nostri rappresentanti? Sì che stavolta sono pochi.

Quelli che, però, giorno dopo l’altro maciniamo per il paese, tutti insieme come in un grande plebiscito al servizio dei nostri cittadini. E quelli che continueremo a correre per mano, che corri non perché sei giovane anagraficamente ma perché hai il cuore di tante altre persone che pompa al posto del tuo.

Un grande, grande grazie a chi crede, ancora oggi, che il cambiamento (se è nell’aria) bisogna solo provare a respirarlo.